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BIBLIOTECA DELLE TESI DI LAUREA
Data pubblicazione : 13-01-2011

Presentato il progetto dell'Assessore Giovanni Iaquinta denominato: "La Biblioteca delle tesi di Laurea dei sangiovannesi". Alla presentazione erano presenti: il Sindaco Antonio Barile, Don Giacomo Panizza, il Magnifico Rettore dell'Unical Latorre e l'Ass. Regionale alla Cultura Caligiuri.

 

Con una imponente  partecipazione di pubblico è stato presentato a San Giovanni in Fiore,  a cura dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Antonio Barile, su iniziativa dell’Assessore alla Cultura, Giovanni  Iaquinta,  il Progetto: “Le Tesi di laurea dei sangiovannesi”. Un progetto che prevede la creazione  di  uno spazio all’interno della Biblioteca civica,  dove saranno raccolte le tesi di laurea dei giovani sangiovannesi  e che  mira a far conoscere la crescita sociale e culturale della città. Un progetto, ha spiegato Iaquinta  che “ritengo  un dovere, un impegno per valorizzare seriamente le migliori energie, i talenti, le competenze e i nuovi saperi dei nostri giovani. Per guardare lontano. Lontanissimo,  investendo tutto sulle idee, sugli studi, spesso sul genio dei giovani, perché sono le grandi idee e la cultura – ha detto - che ci metteranno in condizione di ripensarci in continuazione, per convincerci che il cambiamento dei nostri territori passa attraverso l’esigenza insopprimibile di offrire più equilibrio sociale, più giustizia, più pace, più possibilità e dignità ai giovani calabresi, che significa intanto limitare la percezione di farli sentire, mentre fiumane di cervelli vanno via, con “un piede al Nord e la testa al Sud”, per usare una bellissima espressione di Carmine Abate”. Alla presentazione del progetto hanno preso parte insieme al Sindaco e  all’assessore Giovanni  Iaquinta , Don Giacomo Panizza Fondatore di “ Progetto Sud onlus”, a  Lamezia Terme, il Magnifico Rettore dell’Unical Giovanni  Latorre e l’Assessore regionale alla Cultura On. Mario Caligiuri. “E’ un progetto originale, poco consueto ma di grande impatto – ha sottolineato l’Ass. Iaquinta, - introducendo i lavori, dopo un inizio coreografico in cui due giovani studenti sangiovannesi  hanno duettato nella lettura di un manifesto scritto dallo stesso amministratore su “la Calabria che vorrei”.  Don Panizza  che rappresenta un caso di migrazione alla rovescia, considerando la sua origine bresciana, nel suo intervento ha rivolto un forte invito ai giovani presenti, affinchè maturino forte spirito di partecipazione collettiva, accanto a una coscienza improntata ai valori più puri della solidarietà, della legalità, che è l’unica risposta a quella parte della >Calabria prepotente, che persevera nelle intimidazioni pesanti e condiziona, di fatto, la libertà delle persone, alterando i rapporti interpersonali fino a minare seriamente le condizioni dell’agibilità democratica. Di taglio diverso invece l’intervento del rettore dell’ Unical  La Torre che ha delineato una piccola storia degli Atenei calabresi, dell’importanza che continuano a rivestire per il progresso socio-culturale della Calabria e, soprattutto, rimarcando l’alto livello degli atenei calabresi rispetto a scelte che si compivano in passato con mete predilette le città del Nord. “Quella dell’insistenza sui saperi e sulle conoscenze – ha detto - è la strada vincente perché è attraverso la qualità che si cambia il volto a un territorio e attraverso la qualità che si può vincere la sfida della concorrenza, anche dei paesi più avanzati al Mondo.  Se guardo alla mia esperienza – ha raccontato il magnifico rettore – e ai primordi dell’università della Calabria, quando niente  era scontato, neanche il fatto che un piccolo ateneo potesse farcela sul serio a consolidarsi, devo registrare che l’obiettivo è stato raggiunto. L’università della Calabria è integrata nel territorio, continua a sfornare menti critiche di tutto rispetto che lasciano presagire bene per il futuro del Sud”. Assai appassionato l’intervento del Sindaco Barile che, d’accordo  con la tesi sostenuta dall’ Ass. Iaquinta di intensificare ulteriormente il percorso culturale ha applaudito al senso dell’iniziativa, che và a toccare un target sociale non sempre tenuto in debita considerazione. “Che rappresenta invece, - ha detto Barile- un potenziale enorme con cui noi abbiamo aperto, con stasera,  un ragionamento, convinti che il loro contributo intellettuale e scientifico si tradurrà in riflessi preziosi per il nostro percorso amministrativo”. Le conclusione dell’ incontro sono state affidate all’Assessore regionale alla Cultura, On. Mario Caligiuri che ha rimarcato il brillante lavoro portato avanti dall’amministrazione Barile, sottolineando che  “l’artefice della serata, Giovanni  Iaquinta, in otto mesi di amministrazione è stato più presente e ricco di proposte a Catanzaro. “Saluto con grande compiacimento – ha rimarcato Caligiuri – il progetto presentato, che va nella direzione giusta, quella cioè di conferire alla dimensione culturale lo spazio che merita, perché  è attraverso i talenti, le conoscenze, che si può guardare lontano, oltre l’ordinario a cui troppo spesso siamo stati abituati”. Caligiuri ha tracciato una panoramica dei beni culturali calabresi che rappresentano  un’ ingente patrimonio, e  di tutte le iniziative già portate a compimento, e in fase di programmazione per l’esaltazione di essi. Proprio partendo dalla suggestiva Abbazia florense di San Giovanni in Fiore ha delineato una carrellata dei giganti della fede, dell’arte, della letteratura e del pensiero che la Calabria annovera tra i suoi gioielli, che fanno parlare di sé e di noi, in tutto il mondo. Non poteva mancare una informativa sul lavoro fatto nel corso di questi mesi di amministrazione regionale, in principal modo nell’assessorato alla Cultura per incentivare il diritto allo studio, nonché per lenire le percentuali di precariato con più di 12 milioni di euro messi a disposizione in progetti alternativi, accanto ad altre consistenti cifre che copriranno spese di prosecuzione degli studi, approfondimento della ricerca, master e corsi di perfezionamento universitario. Molto atteso, Caligiuri, non poteva che chiudere con un chiarimento su un argomento di stringente attualità che accomuna San Giovanni  in Fiore e Soveria Mannelli, città dell’Assessore Caligiuri, oltre che Acri e Serra S. Bruno e cioè la questione relativa al futuro degli ospedali di Montagna:  “ l’intelligente lavoro del presidente Scopelliti  ha impedito – ha detto – la chiusura degli ospedali di montagna, che verranno riqualificati, nonostante un debito tutt’altro che esiguo nella sanità. Voglio tranquillizzare – ha detto - la Comunità di San Giovanni in Fiore : l’ospedale non si tocca, anzi si creeranno le condizioni affinché anche  qui  l’ospedale  offra agli utenti servizi sanitari moderni,  di qualità, sicuramente senza cadere nel percorso perdente degli sprechi che ha prodotto tanto danno negli anni.  A San Giovanni in Fiore c’è un ospedale e continuerà ad esserci,  questo è sicuro”.

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