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EMIGRAZIONE E FUTURO
Data pubblicazione : 14-08-2011

Un convegno promosso nell'ambito delle iniziative dell'"Estate in Fiore 2011" in cui l' amministrazione cittadina ha parlato degli emigrati come una risorsa per il futuro di questa città.

Nella cornice suggestiva di piazzetta “Funtanella”, nel cuore del centro storico si è svolto sabato 13 agosto il convegno “Emigrazione e Futuro”, promosso dall’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore, nell’ambito delle iniziative dell’”Estate in Fiore 2011”. Si è trattato di una occasione importante nel periodo più favorevole per la presenza di tanti emigrati che sono in città per trascorrere le vacanze in famiglia, per discutere di un fenomeno che ha interessato il territorio, segnandone fortemente la storia. L’incontro si è voluto porre a metà fra quella che è l’azione meritoria delle due più importanti associazioni operanti in città: “Heritage” che proprio in questi giorni ha nominato l’avv. Luigi Oliverio, nnese ma residente a Napoli, quale nuovo Presidente della delegazione e “Un Sorriso Agli Emigrati” guidata da Piero Mazza. Entrambi erano presenti al tavolo della presidenza insieme ad altri sangiovannesi che per motivi di lavoro vivono fuori come Mario Brunetti, Assessore in uno dei Municipi romani  e la giovane Dott.ssa Costanza De Simone, Archeologa che lavora in Egitto per conto dell’UNESCO. Per l’amministrazione c’erano l’Assessore alla cultura, turismo, spettacolo e flussi migratori, Giovanni Iaquinta e il Sindaco della città, Antonio Barile. “l’emigrazione è un fenomeno che appartiene a tutti perché nella nostra città tutte le famiglie hanno congiunti emigrati,- ha detto il Sindaco – ed è un fenomeno che và guardato dal punto di vista storico ma calato anche nell’attualità. E’ stata uno sbocco, una occasione per tanti di sopravvivenza, per migliorare le proprie condizioni economiche. Gli emigrati sono rimasti legati al loro paese, forse più di quanti ci vivono, proprio perché non lo hanno potuto vivere. E se per tanto tempo gli emigrati sono stati abbandonati al loro destino, - ha detto - noi ci sentiamo invece di dire che possono rappresentare per il nostro paese una risorsa. Sta nelle nostre capacità- ha spiegato il primo cittadino – creare occasioni positive e stringere con loro rapporti. Ecco perché – ha aggiunto in sintonia con l’assessore Iaquinta -  modificheremo la Consulta per l’emigrazione creata negli anni passati e che non corrisponde alle aspettative degli stessi emigrati che sin da subito l’hanno criticata. Dovrà essere un organismo in cui la maggioranza sarà rappresentata dagli emigrati e non dalla rappresentanza politica. Per noi la collaborazione e il confronto costante con i cittadini sono fondamentali e ne è prova il fatto che in questo nostro reincarico istituzionale, abbiamo creato un Comitato composto da cittadini, professionisti e rappresentanti di varie categorie sociali, che ha compiti propositivi di elaborazione di idee, progetti da portare avanti insieme all’amministrazione”. Dal canto suo l’assessore Giovanni Iaquinta ha tenuto a ribadire la volontà della giunta comunale di considerare gli emigrati “un patrimonio su cui non si può tacere. Un tesoro su cui lavorare, in primo luogo tornando a recuperare un rapporto con loro. Se è vero che è stata creata una Consulta per l’emigrazione,- ha sottolineato – è pur vero che questa non è mai decollata. Invece bisogna farla partire, rivedendola e modificandola per considerarla centralmente nell’azione amministrativa, perché questa sia viva e operativa essendo non solo di sprone propositivo ma facendo anche da punto d’incontro. Creando eco sistematiche degli emigrati sangiovannesi che operano in ogni parte del mondo e la parte moderna della nostra città, perché i nostri conterranei che sono tantissimi più che dire: “ io sono di San Giovanni in Fiore e lo dico con orgoglio” vogliono con forza invece ricordare a tutti: “io ci sono e voglio fare qualcosa anche se non vivo più a San Giovanni in Fiore, per questa città che ha tutte le caratteristiche per diventare una città straordinaria”. Se emigrazione – ha detto Iaquinta – significa incentivare ragionamenti così, allora essa è viva, produce, ha futuro. Diversamente può essere paragonata a una pagina qualsiasi di un libro scritto nel passato e che è già esaurito, non più passibile di una sua proiezione nella società attuale che intanto è cambiata e – se capita – vuole attingere ai figli degli emigrati, che sono diventati cervelli, fior di professionisti in ogni dove. Rispetto alla Consulta – ha detto a chiare note l’Assessore Iaquinta – noi siamo pronti a cercare l’incontro e a sentire quanti più interlocutori possibile e siamo ben disposti a ragionare verso il coinvolgimento di energie, che possono contribuire efficacemente ad affrontare la fenomenologia dell’emigrazione, senza peraltro pensare a porre barriere, né verso la politica, né verso forze sociali e associazioni interessate al rapporto della nostra città con i suoi emigrati sparsi nel mondo”.

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